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Il PD sull'orlo della crisi?

Rassegna Online - 2013-04-02
Rivista storica del socialismo fondata da Filippo Turati. Alto patronato del Presidente della Repubblica nel 120° anniversario (1891-2011)

 
ARCHIVIO STORICO
La Collezione dal 1891 al 1926
LA RIVISTA
I numeri pubblicati
 

Le tensioni nel PD paralizzano il quadro politico
MENTRE NAPOLITANO TESSE, BERSANI DISFA

Mentre il Presidente Napolitano tesse la tela per rimediare al fallimento del tentativo di Bersani di trovare una maggioranza in Parlamento (ossessionato dalla formula PD + M5S), il segretario del PD la disfa.
Mentre Napolitano si adopera per giungere ad un’intesa per il nuovo governo, Bersani pone pregiudiziali e pensa (non dice chi è, ma dice che ci pensa) al nuovo Quirinale.
Siamo all’analfabetismo politico, e alla maleducazione istituzionale.
Mentre il Presidente della Repubblica avvia la road-map del lavoro dei due gruppi ristretti, (chiarendo, a seguito delle forti agitazioni che hanno seguito il suo annuncio sabato scorso, la fisionomia effettiva dell’iniziativa e la sua durata di otto-dieci giorni per sgomberare il campo sia dagli equivoci che dalle strumentalizzazioni), Bersani nelle stesse ore si sovrappone con una conferenza stampa. A cosa serve? A complicare le cose e alimentare polemiche (segue)

Il Presidente Napolitano inaugura il lavoro dei saggi, e ne delinea scopi e termini temporali
"MI SONO TROVATO IN UNA CONDIZIONE DI IMPOSSIBILITA'"

“Sabato ho proceduto in condizioni di particolare urgenza e difficoltà, data anche la coincidenza festiva, alla ricerca di persone che per funzioni di vertice in varie istituzioni e per esperienze concrete compiute in rapporto ad alcuni temi essenziali potessero dare il contributo richiesto. L’indubbio valore dei nomi da me subito resi noti, non mi ha messo al riparo da equivoci e dubbi circa i criteri della scelta o la non presenza di altri nomi certamente validi”. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è rivolto ai due gruppi ristretti convocati questa mattina al Quirinale.

“Vorrei però – ha affermato il Capo dello Stato nella diciarazione inaugurale – soprattutto cogliere l’occasione, visto che questa modesta decisione – perché si tratta di una decisione di portata assai limitata – ha dato luogo anche a reazioni di sospetto e interpretazioni francamente sconcertanti, per osservare che è del tutto ovvio che qui non si crea nulla che possa interferire né nell’attività del Parlamento, anche in questa fase in cui lavora nei limiti noti, né nelle decisioni che spettano alle forze politiche.

Il Presedente ha quindi precisato: "“Per essere utili, il tempo giusto è tra otto e dieci giorni”.  (cliccando il titolo leggi il testo integrale del comunicato del Quirinale)

Intervista-video al sito "La Prima Pietra" di Napoli
FORMICA: "QUESTIONE DEMOCRATICA E SOCIALE SONO IMPRESCINDIBILI"
Michele Petriccione

Mentre il nostro paese vive uno stallo “per una volontà negativa di non superare gli argomenti e gli atteggiamenti avuti durante la campagna elettorale” le politiche economiche sono sempre più decise in Europa, tanto che lo stesso Mario Draghi le paragona ad un pilota automatico inserito. L’effetto combinato di questi due fattori rischia di far perdere di vista che “la questione democratica e la questione sociale sono imprescindibili e la programmazione sociale non può essere affidata ad una programmazione terza”. Per questo mai come in questo momento abbiamo bisogno di una “rinascita che ci consenta di essere una forza nazionale che sa contrattare la sovranità nella globalità”. Ma fare questo l’unica soluzione è  fare come nel 1946, quando  i tre grandi partiti di massa sono riusciti a “pacificare la nuova Italia da costruire con la vecchia Italia che aveva sbagliato.”
La Prima Pietra si confronta con l’onorevole Rino Formica, più volte ministro ed esponete di spicco  del socialismo italiano. Un colloquio intervista sulla crisi del sistema politico italiano e sulla divaricazione tra politiche nazionali e politiche europee.

 
 





 

I voti del Porcellum sono la metà dei voti popolari di Pd, Sel, SC-Monti
SISTEMA MAGGIORITARIO PRESIDENTE DI MINORANZA
Claudio Petruccioli

La elezione di un presidente della Repubblica che faccia diventare decisivo un premio di maggioranza pari a un quarto dei membri della Camera (tale è la differenza fra il 29,5% dei voti popolari raccolti dalla coalizione Bersani-Vendola e il 54% di deputati che il porcellum ha loro consegnato) insidierebbe - stando allo spirito della Costituzione e alla consuetudine - la legittimità stessa della Presidenza così instaurata. Quante volte, nei prossimi 7 anni, potrebbe essere sollevata obiezione di legittimità.  

 







Direttore Responsabile: Stefano Carluccio.
Registrazione Tribunale di Milano numero 617 del 26 novembre 1994
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